Anne Frank è considerata una delle figure femminili che ha cambiato la storia universale. Sulla copertina del suo diario scrisse “soit gentil et tiens courage”, un breve appunto che ha il valore di un incoraggiamento, che una giovane donna rivolse a sé stessa e all’umanità. Il progetto desidera approfondire, attraverso il dialogo tra Anne e il suo albero, l’ippocastano situato nel giardino di fronte al nascondiglio segreto, il tema dei sogni e del coraggio necessario per raggiungerli. L’esempio di Anne Frank è un ottimo antidoto contro quei sentimenti di sfiducia o di passività o di isolamento, o atteggiamenti rivolti all’accontentarsi, che sono sempre più diffusi tra la gente dei nostri giorni.
Dal suo lucernario Anne Frank scriveva nel suo diario le trasformazioni di un ippocastano nell’alternarsi delle stagioni, unico segno del tempo che trascorre e della vita che fuori continua: era il 1942. A quell’ippocastano oggi il compito di raccontare la storia della ragazza, che visse per due anni in clandestinità al numero 263 di Prinsengracht, Amsterdam.
Parallelamente allo spettacolo, nell’ottobre 2016 è nato un progetto artistico dedicato all’ultima passeggiata in libertà di Anne Frank, quella compiuta la mattina del 6 luglio 1942. Il frutto di una prima esperienza ad Amsterdam è mostrato al termine dello spettacolo, nella forma di alcuni scatti fotografici realizzati dal fotografo Kerron Riley.

