Chiesa di Santa Pelagia di Torino
lunedì 7 febbraio 2011 – ore 21.00 ● lunedì 14 febbraio 2011 – ore 21.00
lunedì 21 febbraio 2011 – ore 21.00
Ingresso: € 5
Il progetto Trilogia italiana, alla sua terza edizione, vede l’intrecciarsi di musica, racconto, poesia, interventi, in una commistione innovativa, dove grandi classici della letteratura e della poesia, del teatro e della saggistica, saranno riletti in folgoranti recital-spettacolo che coinvolgeranno le attrici di Viartisti e illustri ospiti, nella splendida cornice del Coro della Chiesa di Santa Pelagia. Questa Edizione è dedicata al tema della libertà nei 150 anni dell’Unità d’Italia.
lunedì 7 febbraio ore 21,00
Libertà va cercando, dallo Statuto Albertino alla Costituzione Italiana
a cura di Pietra Selva
in scena Gustavo Zagrebelsky e Gloria Liberati.
Parole e musica per raccontare il difficile cammino della nostra democrazia: il tema dei diritti e dei doveri, il tema dell’essere cittadino o suddito, il tema dei principi di legalità nella storia del nostro paese.
lunedì 14 febbraio ore 21,00
Habitat per Alda
Testi di Alda Merini
a cura di Raffaella Tomellini
in scena Bruno Gambarotta, Roberto Regis, Maurizio Bucca, Tiziana Massola, Paolo Franciscone e Raffaella Tomellini.
Alda Merini è scomparsa l’1 novembre del 2009. La sua casa, a Milano in Ripa di Porta Ticinese 47 è stata svuotata a seguito di uno sfratto lo scorso luglio 2010. Pochi sanno che quella non era una semplice abitazione, ma la casa della poesia, una bottega d’idee e pensieri; sulle pareti frasi scritte con colori diversi: appunti per nuove poesie, numeri di telefono, nomi.
“Sulla carta li perderei, sui muri prima o poi li trovo…”
Tutte le sue cose ora si trovano dentro grandi scatoloni nei sotterranei del Palazzo Sforzesco, in attesa.
“Potrei lasciare Milano solo per il Paradiso, ma forse anche da lì desidererei la mia casa”.
lunedì 21 febbraio ore 21,00
C’è un’ape che se posa …
Testi di Trilussa
a cura di Gloria Liberati
in scena Laura Salvetti Firpo, Bruno Gambarotta e Gloria Liberati
Trilussa, autodidatta colto e attento aitempi, acuto e ironico, è stato un maestro della “romanissima arte di dissacrare il grande e l’enfatico”. Poeta dialettale e di una sola città (che però era Roma) è stato l’ultimo poeta di grande pubblico.
Muore nel 1951 e oggi, a sessant’anni dalla sua morte, è quasi sconosciuto. La sua è poesia finemente umoristica e satirica, dove umani e animali danno voce alla ripetitività dei vizi del nostro vivere.
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