...guarda album fotografico...

dalla novella di Giovanni Verga
drammaturgia e regia Pietra Selva
con Gloria Liberati, Raffaella Tomellini, Francesca Ardesi e Gruppo Camaleonte
luci Andrea Casa

Bronte è uno degli episodi più emblematici del nostro Risorgimento. La bellissima novella di Verga, scritta circa vent’anni dopo quei terribili fatti, è cruda, dolente, impietosa e proprio per questo rivelatrice delle contraddizioni e dei mali insiti nel modo in cui l’Italia si formò. Getta luce sul rimosso, costringe a guardare e a capire come il Paese si ritrovò diviso dopo l’Unità.
La violenza cieca della rivolta, in nome di una promessa, poi tradita, la terra, la libertà, rivolta che ha già in sé la sua sconfitta; la violenza inesorabile della repressione in nome di un nuovo ordine delle cose e del suo bisogno d’essere legittimato, il trasformismo dei “signori” e degli stessi oppressi, gli accordi presi con i padroni di sempre che faranno del sud una terra di rapina; i contadini, i poveri ancora una volta traditi e consegnati ai loro sfruttatori e lo Stato che si conferma lontano, inefficiente, ingiusto, rivelano i nodi fondamentali della formazione del nostro paese.
Tutto questo ci riporta all’oggi, ci costringe a interrogarci profondamente sul nostro modo d’essere cittadini in questo paese, a chiederci quanto lo sentiamo nostro, quanto siamo capaci di curarlo, di assumerci la responsabilità del suo futuro. Tutto questo ci indica i pericoli del trasformismo di cui siamo impregnati, l’insidiosa  divisione tra società e politica, la “malata” lontananza dei cittadini dallo Stato e dalle sue Istituzioni, lo scarso senso della polis che avvertiamo intorno a noi, ci indica anche necessità di cambiare volto ad una classe dirigente egoista, sorda, impegnata a conseguire privilegi piuttosto che a servire la res pubblica.
La memoria, attraverso l’arte, si fa dunque mito, carne viva, richiamo della mente e del cuore a prendere parte, ad essere, come scrive Primo Levi, coscienza vigile.

Lo spettacolo
Nonostante Giovanni Verga appartenga al verismo, la sua scrittura, lo trascende, ha la forza del mito, della tragedia greca, è scrittura “teatralissima”.
“Libertà” è tragedia corale, epica, ha il ritmo di una ballata, del cunto, ed è questa coralità che apparirà sulla scena.
Uno spazio vuoto: solo il corpo degli attori che evocano, raccontano, vivono, muoiono la “Libertà”.
Uno spazio vuoto, che si dilata e si restringe attraverso squarci di luce, a volte cruda e impietosa, altre volte malinconica e struggente come la luce del vespero, o ancora luce appassionata e intensa come il rosso sole sul nero della terra, e livida, umida e fresca luce del mattino sul giallo dei covoni.
Luce che avvicina o allontana le apparizioni e le presenze degli attori, luce che illumina o nasconde le storie, le paure, gli amori, il coraggio o la viltà, il sogno, la scommessa, l’inferno o la sua fine.
Immagino solo oggetti, terra, acqua e pane …
Su tutto, il lavoro con gli attori: lavoro sul ritmo, ritmo della scena, della recitazione, del corpo che danza, che gioca, lotta, ama, muore e rinasce in una metamorfosi continua.

Una prima mise en espace dello spettacolo è stata realizzata nel 2008 presso il Castello Cavour di Santena per il Festival Teatro a Corte, produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa.
Lo spettacolo, che presentiamo nella sua forma definitiva al Teatro Le Serre di Grugliasco, si avvale della presenza del gruppo teatro Camaleonte, allievi attori che si sono formati nei nostri corsi di teatro e che sono già stati protagonisti di diversi eventi e spettacoli diretti dalla compagnia Viartisti.
Nello spettacolo saranno il coro che interpreta la dimensione più epica della scena.

Download


… torna alla Home …
… torna a Spettacoli …