CASA TEATRO RAGAZZI E GIOVANI
Corso Galileo Ferraris 266, Torino
Martedì 2 Febbraio 2010 – ore 21.00

foto di Maurizio Andruetto

Società Borgo Po e Decoratori
da un’idea di Sergio Liberovici

Trasposizione scenica e regia Pietra Selva
con Silvano Berton, Gloria Liberati, Raffaella Tomellini
gli Acrobati Victor De Abreu Oliveira, Mario Militano
e con Gruppo Camaleonte
Musiche e Canti dal vivo: “I Cantambanchi” con Daniele e Giuliano Contardo
Scene: Gruppo Scenografi Accademia Albertina Bianca Cassinelli, Azzurra Ferraris,
Petra Filosa, Giovanni Galuppi, Sang-Hee Hong, Alessandro Trapani
Suono: Andrea Luciano

un ringraziamento particolare a Emilio Jona, Sebastiano Solano e Massimo Voghera

Realizzato con il contributo della REGIONE PIEMONTE

VIARTISTI TEATRO | La Mela Mangiata

In collaborazione con
FONDAZIONE CENTRO PER LO STUDIO E LA DOCUMENTAZIONE
DELLE SOCIETÀ DI MUTUO  SOCCORSO – ONLUS e CIRKO VERTIGO

apre la serata Davide “BOOSTA” Dileo

Il senso della vita è il titolo che Sergio Liberovici avrebbe voluto dare allo spettacolo sulle Società di Mutuo Soccorso Operaie di Torino di cui arrivano oggi, a noi, appunti sparsi scritti nel 1983: appunti sparsi per una messa in scena che voleva raccontare la vita, i valori, le piccole e le grandi lotte della Torino operaia tra l’ottocento e il novecento, la Torino delle “pilote”.

Un materiale straordinario, di grande forza poetica e storica, un materiale non ancora ordinato e codificato drammaturgicamente ma che indica, già, una direzione di lavoro precisa, offre alcune immagini forti in grado di condensare senso e poesia: un albero, con le sue radici ben piantate, in crescita; degli uomini su quell’albero, appesi, fieri, i frutti di una idea.
Questa foto, che segnava la nascita della Cooperativa Borgo Po e Decoratori, 1883, per Liberovici è intensa, chiara, evocativa, uno dei simboli da cui partire.
Così come le mani, strette, unite, presenti in tutte le bandiere delle Società a testimoniare aiuto reciproco, solidale.

Intorno all’albero, che è anche l’albero del “cortile”, dei giardinetti delle piole, dove si beve il vino d’estate, mentre si gioca a bocce; intorno al “noi” che rompe la solitudine, e strappa alla carità il bisogno e la paura; intorno alle voci di uomini e donne che si fanno canto; intorno alle bandiere, agli strumenti del mestiere, che si fanno altro, una piccola comunità di saltimbanchi e suonatori, attori e acrobati, raccoglie quella storia.

Questa messa in scena rappresenta per noi una sfida coerente con il percorso che da anni la compagnia porta avanti in primo luogo con il progetto “Teatimpegnocivile”, oggi alla sua dodicesima edizione, e che si articola in attività di produzione, ospitalità, formazione, convegni e seminari.
Il senso della vita si inserisce in questo tessuto e in questa esperienza.

Il senso della vita corrisponde appieno all’idea che abbiamo di un teatro “collettivo” dove si intrecciano collaborazioni significative come quella con il Cirko Vertigo di Grugliasco, con i giovani scenografi dell’Accademia Albertina, con i musicisti dei Cantambanchi, e non in ultimo con il Gruppo Teatro Camaleonte, nato l’anno scorso dai corsi laboratoriali tenuti nel nostro teatro.

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