
drammaturgia e regia di Pietra Selva
con Gloria Liberati ed i giovani attori di Orme e Camaleonte Angela Arceri, Ivo Audino, Paola Cannarella, Anna Cascini, Josette Cossu, Francesca Giuffrida.
luci Andrea Casa – musiche Omar Vestri
Franca Viola venne rapita il 22 dicembre del 1965, segregata per otto giorni e violentata dal giovane rampante boss di Alcamo, Filippo Melodia. Per le leggi allora vigenti l’ignominia e la vergogna finivano per ricadere tutte sulla donna.
L’articolo 544 del Codice di Procedura Penale ammetteva il matrimonio riparatore, e considerava la violenza sessuale come oltraggio alla morale e non alla persona. L’accusato di delitti di violenza carnale, anche nei confronti di minori, veniva prosciolto se disponibile, appunto, al matrimonio riparatore. Franca rifiutò di sposare il suo violentatore e, per la prima volta in Italia, lo denunciò ottenendone la condanna a 11 anni di carcere. Franca Viola cambiò il nostro paese. Grazie al suo straordinario gesto altre ragazze seguirono il suo esempio. La legge verrà poi modificata il 5 agosto del 1981.
La vicenda di Franca Viola mi venne proposta dal giornalista e scrittore Francesco La Licata: “Franca Viola ha cambiato l’Italia. Lavoriamoci insieme, bada che non è facile, la signora Viola è riservatissima, non ne vuole sapere di rivangare il passato”. E mi raccontò con passione la storia della bellissima ragazza di Alcamo che, negli anni sessanta, aveva detto no al “matrimonio riparatore”.
Franca Viola non ha voluto e non vuole essere “personaggio”. Ha scelto il silenzio, la vita normale, la difesa della propria intimità, del proprio volto, del proprio corpo; ha scelto una vita che si sottrae al clamore, alla luce inquietante e denudante dei riflettori.
La creazione, condivisa con Gloria e Raffaella, attrici e compagne di un lungo e importante percorso umano e artistico, nasce da questa scelta di sottrazione, di assenza dalla scena pubblica che compie Franca, nasce dalla quieta normalità di una donna che non esibisce, non espone la sua storia e difende caparbiamente la sua libertà, il suo privato. E così Franca Viola non sarà in scena, non sarà un “personaggio”. La sua storia non sarà rappresentata, ma apparirà dal racconto e dall’immagine che gli altri, o meglio le altre hanno di lei e della vicenda.
Pietra Selva
