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trasposizione scenica e regia Pietra Selva
con Gloria Liberati, Pietra Selva e Raffaella Tomelllini
luci Andrea Casa
collaborazione musicale Omar Vestri
“Guardavamo tutti e due il cielo azzurro, il castagno spoglio con le goccioline brillanti sui rami, i gabbiani e gli altri uccelli che volando radenti sembravano d’argento: tutto questo ci commuoveva e ci toccava profondamente, tanto che non potevamo più parlare.”
con Gloria Liberati, Pietra Selva e Raffaella Tomelllini
luci Andrea Casa
collaborazione musicale Omar Vestri
Anne Frank“Stamattina pedalavo lungo lo Stadionkade e mi godevo l’ampio cielo ai margini della città, respiravo la fresca aria non razionata. Dappertutto c’erano cartelli che vietavano le strade per la campagna. Ma sopra quell’unico pezzo di strada che ci rimane c’è pur sempre il cielo tutto quanto.”
Etty Hillesum
Le pagine di un diario nascono per raccogliere parole intime, parole che non diresti a nessuno, parole segrete, pensieri, confidenze, sogni, delusioni, paure. Molti di noi hanno tenuto un diario o ci hanno provato, molti lo hanno buttato o conservato a perenne ricordo di un tempo che fu, alcuni ne hanno fatto un libro per tutti, ma il diario di Anne e il diario di Etty sono speciali. Al di là del valore letterario conclamato, sono speciali perché arrivano da una Europa invasa dal demone delle leggi razziali, della purezza della razza, invasa dall’inferno delle persecuzioni e dei pogrom e ci sorprendono perché vi troviamo parole prive di odio, vi troviamo la capacità di cogliere, malgrado tutto, la bellezza e il valore della vita, vi troviamo la volontà di credere comunque nel genere umano. I diari ci rivelano due caratteri indomiti, due giovani donne che rivendicano la loro dignità e la loro libertà non piegata dalle privazioni e umiliazioni subite.
Anne aveva appena tredici anni quando cominciò a scrivere il suo diario, segregata nel rifugio segreto, Etty ventisette quando si trasferì ad Amsterdam per aiutare il suo popolo e poi seguirne volontariamente il destino nei campi di sterminio. Sappiamo che né Anne né Etty sopravvissero ai campi, morirono lasciandoci, con i loro diari, un testamento di immenso valore, una testimonianza etica unica, due racconti di vita meravigliosamente scritti, pieni anche di grazia, di humor, arguzia, tenerezza, vicini a noi, potentemente attuali. Sappiamo bene come la storia si ripeta spesso uguale, e nessuna conquista è raggiunta per sempre, vediamo come il demone della pulizia etnica, della persecuzione del diverso, continui a tornare, sotto le più svariate forme.
Anne aveva appena tredici anni quando cominciò a scrivere il suo diario, segregata nel rifugio segreto, Etty ventisette quando si trasferì ad Amsterdam per aiutare il suo popolo e poi seguirne volontariamente il destino nei campi di sterminio. Sappiamo che né Anne né Etty sopravvissero ai campi, morirono lasciandoci, con i loro diari, un testamento di immenso valore, una testimonianza etica unica, due racconti di vita meravigliosamente scritti, pieni anche di grazia, di humor, arguzia, tenerezza, vicini a noi, potentemente attuali. Sappiamo bene come la storia si ripeta spesso uguale, e nessuna conquista è raggiunta per sempre, vediamo come il demone della pulizia etnica, della persecuzione del diverso, continui a tornare, sotto le più svariate forme.
La compagnia Viartisti ha già affrontato questi temi in molti spettacoli. In modo particolare in “Comete” rielaborazione originale de “L’Istruttoria” di P. Weiss. Lo spettacolo si apriva con il coinvolgimento diretto del pubblico, con l’intenzione di indagare quella zona grigia di cui ampiamente parla Primo Levi e che rende spesso possibile l’affermarsi delle peggiori dittature.
Pietra Selva
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