venerdì 30 marzo 2012 – ore 21.00
Teatro Perempruner

da un testo di Alessandro Ciquera e Milena Zucca

regia di Alessandro Ciquera e Milena Zucca
testi interpretati da Gruppo Camaleonte
video realizzati da Omar Vestri
poesie di Paola Bonetti
danza il Centro Studio Danza Denise Zucca
musiche di Dania Ferro
assistenza luci e audio Casa Sonora

“La Terra degli Aquiloni” è uno spettacolo multidisciplinare.
Attraverso musica, teatro e danza si racconterà la difficile e fragile esistenza di un bambino dell’Iraq di oggi.
Le paure, la tristezza, la delusione e la rabbia di essere stati derubati dell’infanzia e del proprio domani, ma anche i sogni, le speranze e i desideri che continuano a vivere negli occhi di ogni bambino iracheno.
“La Terra degli Aquiloni” è una denuncia ma soprattutto una riflessione: perché nella nostra caotica quotidianità spesso dimentichiamo o preferiamo ignorare cosa si nasconde al di là, in quel “buio oltre la siepe”.
Attraverso gli artisti che prenderanno parte alla serata si vuole dare un volto ma soprattutto una voce a quelle persone, ed in particolar modo a quei bambini, che si trovano al di là della siepe, perché come afferma la “Convenzione sui Diritti dell’Infanzia” tutti i bambini hanno dei diritti: qualunque sia il loro colore della pelle, la loro religione e la loro lingua questi devono essere garantiti!

“Kirkuk, non è mai stata una “città dei sogni”, una di quelle metropoli orientali che hanno un qualcosa di affascinante e dal tempo stesso attraente e misterioso.
Kirkuk rappresenta la parte buia del Medio Oriente, quella, dove la gente ha paura, dove il degrado della città svela il vero volto dei duri anni dell’embargo e della guerra.
La domanda più frequente che viene da porsi, guardando la situazione dall’ esterno è: ma la gente vive nel quotidiano? Va a scuola? Lavora? La risposta ovviamente è si, qui ognuno ha speranze, esigenze, obiettivi, l’unica differenza è la consapevolezza che qui niente è scontato, se si vuole qualcosa bisogna guadagnarselo, fino in fondo.
Spesso nella fretta di giudicare si arriva a pensare che in determinate situazioni e contesti sociali miseri, la natura umana cambi, e diventi peggiore, cattiva, egoista! Forse in parte è vero, ma non mi sento di condividere totalmente questa ipotesi, l’essere umano in sé è uguale sotto qualsiasi cielo, a cambiare sono i modi in cui le nostre emozioni reagiscono agli avvenimenti.
Il nostro rischio, come occidentali, è quello di dimenticare il piacere dello stupore, della sorpresa, dell’euforia, dando tutto per ovvio, per scontato. Quando invece c’è poca certezza sul futuro si tende ad apprezzare maggiormente ogni singola cosa, e’ un modo per tornare bambini, e forse, per cercare l’immortalità.”  (Alessandro Ciquera, 17/06/2009)

APPROFONDIMENTO SU ALESSANDRO CIQUERA E LA SUA ASSOCIAZIONE

Era l’estate del 2008 quando per la prima volta Milena ascoltò la storia di Alessandro Ciquera, studente di Scienze Politiche alla Facoltà di Torino, e dei progetti dell’associazione PEACEKEAPING.
Rimase immediatamente colpita dalla grande determinazione di Alessandro, ragazzo appena ventenne, che pochi mesi dopo aver creato, con le poche risorse a sua disposizione, un’associazione a sostegno dei più bisognosi era partito per l’Iraq, dove, nonostante la sua poca esperienza e le esigue conoscenze, sfidando le diffidenze e i numerosi ostacoli, era riuscito, grazie all’aiuto e alla disponibilità di alcuni membri della popolazione di Kirkuk, ad edificare, sulle macerie di quella città devastata dalla guerra, un campo da calcio per i bambini iracheni abituati a giocare per strada, in mezzo alla polvere e ai detriti.
La prima volta che Milena incontrò Alessandro, pochi mesi dopo il suo rientro dall’Iraq, lui le raccontò di come fosse immensamente diversa la realtà della situazione irachena rispetto a come gli occidentali la conoscevamo; le raccontò della grande disponibilità della popolazione, del loro senso di accoglienza e della loro immensa generosità; ma le parlò anche della misera e soprattutto della paura di uscire di casa, di parlare e di vivere che si respirava tra le vie della città.
Benché i progetti dell’associazione PEACEKEAPING, con cui Milena collabora dal 2009, vertano principalmente sul sostegno e l’aiuto alla popolazione irachena con la realizzazione in loco di strutture a favore della comunità, l’invio periodico di denaro alla comunità irachena di Kirkuk e negli ultimi mesi l’invio, inoltre, di medicine non reperibili in territorio iracheno, l’associazione realizza anche  progetti a sostegno dei rifugiati politici somali stanziati sul territorio grugliaschese e nelle zone limitrofe.

Il ricavato della serata sarà devoluto all’associazione PEACEKEAPING.