TEATRO PEREMPRUNER
Domenica 29 novembre 2009 – ore 21.00

dalle troiane di Euripide al vecchio articolo 544 del nostro codice penale
Drammaturgia e Regia di Pietra Selvacollaborazione alla messa in scena di Gloria Liberati e Raffaella Tomellini
consulenza storica di Francesco La Licata
in scena il Gruppo Camaleonte Big
luci Cristian Perria
VIARTISTI TEATRO / GRUPPO CAMALEONTE
In tutte le guerre, di tutte le epoche, le donne sono considerate bottino di guerra, da vincitori e vinti senza alcuna distinzione. Ma la storia ci dimostra che anche in tempo di pace occorre contrastare una concezione arcaica del rapporto uomo-donna. Nel nostro paese fino al 1981 era in vigore l’articolo 544 del codice penale che ammetteva il matrimonio riparatore, considerando la violenza sessuale come oltraggio alla morale e non alla persona. L’accusato di delitti di violenza carnale, anche nei confronti di minori, era prosciolto, se disponibile al matrimonio riparatore. E’ stato il coraggio di una ragazza siciliana di 17 anni, Franca Viola, ad aprire la strada alla modifica di una legge oscena e anticostituzionale, ed era il 1965.
Oggi l’apparato legislativo è molto mutato, ma la nostra società?
Ci sembra che una vecchia e mai morta concezione del sesso femminile torni prepotentemente di moda. Ci sembra che le stesse donne accettino d’essere in qualche modo uno splendido bottino degli uomini.
Ci torna alla mente Le troiane di Euripide, il lamento delle donne, la guerra di Troia appena finita, e un messaggero che annuncia i loro destini: saranno schiave.
Dalle troiane di Euripide al vecchio articolo 544 del codice penale, la scena cercherà di attraversare con un’indagine rigorosa le nostre zone d’ombra: il rapporto donna-uomo, uomo-donna.
Gruppo Camaleonte
È un gruppo territoriale fatto di persone, bambini, giovanissimi e adulti che frequentano i corsi di teatro del lunedì e del martedì al Piccolo Teatro Perempruner. Abbiamo chiesto agli adulti del gruppo di condividere questo percorso, di riflettere insieme a noi, di cimentarsi con la densità del mito e l’impegno di una indagine, che è in primo luogo rivolta a sé stessi. Il fare teatro civile significa ricerca, attraverso la qualità estetica di un lavoro, di un cambiamento, piccolo o grande che sia: cambiamento di una prospettiva, di un punto di vista, di uno sguardo, di qualcosa, in te e fuori di te.
